Venerdì 13 febbraio 2026 si è svolto un talk serale di grande interesse culturale, che ha visto come ospite la giovane dottoressa Francesca De Martino, protagonista di una relazione intensa e coinvolgente dal titolo Relics of Labour. Un titolo evocativo che rimanda al concetto di reliquie (dal latino reliquiae, “ciò che è lasciato”), richiamando l’idea di un paziente lavoro di scavo, recupero e interpretazione delle tracce del passato, proprio come avviene nell’archeologia.
L’intervento ha esplorato la composizione della classe media nel Regno delle Due Sicilie nei decenni immediatamente precedenti l’Unità d’Italia. A guidare questo viaggio sono state le voci di storici quali Pasquale Villari, Benedetto Croce, Giuseppe Galasso e John A. Davis. Dai loro studi emergono interpretazioni differenti della classe media napoletana: una classe di intellettuali? Oppure un ceto provinciale improduttivo? Su questo tema non esiste ancora una visione univoca.
In questo contesto di incertezza storiografica, la relazione ha mostrato come le invenzioni brevettate nel periodo borbonico possano offrire nuove prospettive e punti di vista. È qui che il lavoro della relatrice si fa autenticamente “archeologico”: come un’archeologa che, a partire da piccoli frammenti, ricostruisce un reperto antico, Francesca De Martino ha scavato negli archivi dei brevetti, riportando alla luce documenti dimenticati, studiandoli, catalogandoli e valutandoli con rigoroso spirito critico.
Dall’analisi di questi materiali emerge l’immagine di un Regno in cui la classe media non cresce, ma nemmeno si contrae, e in cui l’innovazione è portata soprattutto dagli artigiani, molto più che dai commercianti. Ne risulta uno spaccato sorprendente e vitale del mondo imprenditoriale e borghese dell’epoca, fatto di invenzioni, aspirazioni e dinamiche economiche spesso trascurate dalla storiografia tradizionale.
La ricerca, colta, originale e innovativa, ha saputo coniugare solidità scientifica e forza narrativa, rendendo la serata particolarmente coinvolgente. L’incontro si è concluso con una grande partecipazione e con un dibattito vivace e stimolante, segno evidente di una relazione capace non solo di informare, ma anche di accendere curiosità e riflessione.










































