solidarietà, formazione e cooperazione internazionale al servizio della salute
Dal 10 aprile scorso una delegazione del Rotary Club Ischia Isola Verde ha preso parte a una missione umanitaria presso il Polyclinique Monseigneur Joseph Germain Martin di Ngozi, nel nord del Burundi, nell'ambito di un più ampio progetto internazionale finalizzato al potenziamento delle attività chirurgiche e anestesiologiche dell'ospedale.
Un progetto internazionale per il Policlinico di Ngozi
Il Rotary Club Ischia Isola Verde è promotore di un importante progetto destinato alla fornitura di apparecchiature per l'anestesia e il monitoraggio post-operatorio del Polyclinique Monseigneur Joseph Germain Martin, struttura sanitaria inaugurata nel 2019 e oggi punto di riferimento per una vasta area del Burundi settentrionale.
Per sostenere questa iniziativa, il Club ha profuso notevoli energie nella raccolta fondi e nella costruzione di una rete di collaborazioni nazionali e internazionali. Al progetto partecipano il Distretto Rotary 2101 della Campania, il Distretto Rotary 2110 della Sicilia, l'E-Club 2050 della Lombardia e il Rotary Club di Ngozi. Grazie a questa sinergia è stato ottenuto un Global Grant della Rotary Foundation, che consentirà di realizzare interventi strutturali fondamentali per migliorare la sicurezza e la qualità delle cure.
L'attività chirurgica dell'ospedale incontra infatti significative difficoltà a causa della carenza di strumentazioni adeguate per l'anestesia e per il monitoraggio dei pazienti nel periodo post-operatorio. Una situazione che incide in modo particolare sugli interventi pediatrici e sui parti cesarei, esponendo bambini e madri a rischi che potrebbero essere drasticamente ridotti grazie a tecnologie appropriate e alla formazione del personale.
Ngozi: un territorio giovane e fragile
La città di Ngozi rappresenta un crocevia strategico per numerose province del nord del Burundi, una delle aree più densamente popolate del Paese.
La popolazione burundese è estremamente giovane: l'età mediana è di circa 17 anni. Bambini, adolescenti e giovani donne costituiscono una quota rilevantissima della popolazione e, conseguentemente, dei pazienti che ogni giorno si rivolgono al Policlinico. Molti di loro vivono in condizioni di particolare vulnerabilità sanitaria e sociale.
In questo contesto il Polyclinique Monseigneur Joseph Germain Martin svolge un ruolo essenziale, spesso rappresentando l'unico presidio sanitario accessibile per migliaia di persone. Durante la stagione delle piogge, quando le strade diventano difficilmente percorribili, raggiungere altre strutture ospedaliere può risultare praticamente impossibile.
La missione dei medici rotariani
Come attività preparatoria e complementare al progetto finanziato dalla Rotary Foundation, il Rotary Club Ischia Isola Verde ha organizzato una "Missione Burundi" con finalità assistenziali e formative.
A partecipare sono stati tre medici, tutti soci del Club:
- Dott. Roberto Lobianco, radiologo;
- Dott. Gaetano Fierro, radiologo;
- Dott. Salvatore Denaro, ortopedico.
La delegazione è partita il 10 aprile con un lungo viaggio che ha previsto uno scalo ad Addis Abeba e l'arrivo a Bujumbura, principale città del Burundi. Da lì i medici hanno affrontato un trasferimento di circa quattro ore in jeep per raggiungere Ngozi e il Policlinico.
Ad affiancarli nelle attività cliniche è stato anche il dott. Antonio Ebreo, chirurgo generale di grande esperienza e già protagonista di precedenti missioni sanitarie nel Paese.
L'accoglienza della comunità locale
I medici italiani sono stati accolti con grande calore da Suor Daphrose Kiraniguye, cardiologa, Direttore Sanitario del Policlinico e Madre Generale della Congregazione Bene Mariya.
Suor Daphrose ha studiato in Italia, parla fluentemente la nostra lingua e ha mantenuto negli anni solidi rapporti con il nostro Paese. Attraverso questi contatti ha conosciuto il Rotary Club Ischia Isola Verde, avviando una collaborazione che oggi coinvolge attivamente anche il Rotary Club di Ngozi.
La Congregazione ha ospitato i volontari all'interno della struttura ospedaliera, garantendo loro alloggio e assistenza per tutta la durata della permanenza.
Una realtà sanitaria complessa
Fin dai primi giorni, i medici hanno potuto constatare la complessità del quadro sanitario locale. Numerosi pazienti si erano messi in viaggio per essere visitati dai professionisti giunti dall'Italia.
Nel corso della missione sono stati osservati casi clinici particolarmente gravi e spesso ormai rari nei Paesi occidentali: tumori in stadi molto avanzati, tubercolosi, gravi esiti di ustioni, deformità ortopediche e numerose altre patologie aggravate dalla difficoltà di accesso alle cure.
La presenza di un numero elevatissimo di bambini ha rappresentato al tempo stesso un segno di speranza e una testimonianza delle fragilità che colpiscono le fasce più deboli della popolazione.
Particolarmente toccanti sono state anche le visite alle altre opere gestite da Suor Daphrose e dalla Congregazione Bene Mariya, tra cui un ospedale dedicato ai più poveri e un orfanotrofio che accoglie bambini privi di sostegno familiare.
Assistenza immediata e formazione per il futuro
La missione si è protratta per due settimane per i dottori Roberto Lobianco e Gaetano Fierro, mentre il dottor Salvatore Denaro è rimasto in Burundi per un mese insieme al dottor Antonio Ebreo, proseguendo le attività chirurgiche e ortopediche.
Oltre all'assistenza diretta alla popolazione, i medici hanno dedicato grande attenzione alla formazione del personale locale, nella convinzione che lo sviluppo sanitario debba essere costruito attraverso il trasferimento di competenze e la valorizzazione delle professionalità presenti sul territorio.
I due radiologi hanno svolto attività di addestramento pratico in ecografia per i medici dell'ospedale e hanno contribuito alla messa in funzione di apparecchiature ecografiche precedentemente donate ma non ancora utilizzate per mancanza di formazione specifica.
Parallelamente, grazie a una straordinaria mobilitazione del Rotary Club Ischia Isola Verde, sono stati raccolti e trasportati in Burundi centinaia di confezioni di farmaci difficilmente reperibili nel Paese, con particolare attenzione agli antibiotici e ai medicinali di maggiore necessità.
Un ponte tra comunità lontane
La Missione Burundi ha rappresentato molto più di un intervento sanitario. È stata un'esperienza di incontro, cooperazione e amicizia tra comunità geograficamente lontane ma unite dagli stessi valori di servizio.
L'impegno dei medici volontari, il sostegno dei partner rotariani e la collaborazione con la comunità di Ngozi dimostrano come la solidarietà internazionale possa trasformarsi in progetti concreti, capaci di migliorare la qualità della vita delle persone e di costruire opportunità durature per il futuro.
La strada da percorrere è ancora lunga, ma il lavoro svolto conferma che, attraverso la cooperazione e la condivisione delle competenze, è possibile contribuire in modo significativo allo sviluppo sanitario e sociale di una delle aree più fragili del continente africano.

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